robba

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settembre 06, 2003

l'ultima strega non è stata bruciata in svizzera. se fosse stato solo un brutto sogno. ovvero: se un aldo moro sereno, in tuta da ginnastica, avesse potuto aprire la porta ed uscire indisturbato da quel piano terra di via montalcini 8, libero sotto la pioggia, mentre la disumanità di mario moretti languiva accanto a un sonnifero. marco bellocchio lo prende così, il caso moro. ci descrive soltanto gli ultimi battiti di palpebre del terrorismo rosso, il dormiveglia e l'istante stesso in cui si immerge nella notte. il personaggio della protagonista, l'avrete letto, è ispirato ad annalaura braghetti. e tuttavia l'autrice del libro il prigioniero, a cui molto liberamente si rifà il film, allora non votò contro l'esecuzione capitale del leader democristiano. chiara, invece, finisce per scindere quel tipo che non vuole morire, quello che scrive una bellissima lettera alla moglie ed una rassegnata e formale richiesta d'aiuto al papa, dal presidente. lei non è un primate come prospero gallinari, né il misterioso quarto uomo, come germano maccari. seppure proprietaria dell'appartamento, invischiata sin dalla prima drammatica scena con l'agente immobiliare, non riesce ad annullare la sua soggettività per la causa delirante figurata dal non-personaggio moretti e disegnata da chi gli sta alle spalle. continua a piegare i calzini come una moglie e non spegne le emozioni davanti al mondo esterno. "buongiorno, notte", a tratti onirico, lirico o pomposo come "l'ora di religione", conserva una parte documentale. è imbottito di filmati d'epoca e di formidabili citazioni repubblichine, sovietiche e partigiane. non vi perdete la nuca di prodi nella scena della seduta spiritica (il presidente della commissione ue, una ventina d'anni dopo l'assassinio, raccontò ai magistrati proprio in questi termini - l'aveva saputo attraverso uno spirito -, il saltar fuori del covo di via gradoli). non vi perdete le facce meste della politica, quelle del partito del modesto benessere e quelle del partito finanziato da est, quella di craxi accanto a berlinguer, quella unica di cossiga (l'unica che alla fine abbia ammesso: "io ho ucciso aldo moro"). quasi impossibile era fare un film che non somigliasse agli scempi di martinelli e di ferrara. bellocchio riesce. e quella bellissima e stridente furbata dei pink floyd che accompagnano il papa, vale da sola il prezzo del biglietto. l'avesse vista il prigioniero, l'avrebbe capito anche lui: l'ultima strega non è stata bruciata in svizzera. (altro - splendido - commento su giallodivino. controcorrente: braind).

robba 18:33
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