robba

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settembre 25, 2003

le milionarie che conosco fanno così. la prima cosa che cicci dice quando mi vede rientrare con qualche sacchetto da shopping è: vallo subito a restituire. spesso va avanti per giorni. ogni volta che indosso la nuova camicia o i nuovi stivali parte la suoneria. spesso tenta anche il ricatto psicologico: ma non vedi che ti sta male. oppure: ma questa è roba da grande magazzino (lui è fermo agli anni sessanta), non potrà poi costare più di tanto. naturalmente io ho gusti difficili, ma in ogni modo autonomi. quando entro in uno dei miei negozi preferiti (che, vi assicuro, sono veramente sensazionali) e non sono accecata dalla febbre, posso uscire anche senza comprare nulla. poi capitano quei giorni nervosi in cui davvero non ne puoi più del tuo guardaroba e, febbricitante, esci per comprarti un ideale platonico di scarpa, che tuttavia sovente nel mondo reale non esiste, e dunque torni a casa con un drammatico ripiego. sono i giorni peggiori: quel ripiego non lo indosserai mai. invece per fare ottimi acquisti occorre una mente sgombra, tempo legalmente libero (non dovete essere scappate dal lavoro, o dal marito-fidanzato, come gaia), ed una discreta disponibilità economica. meglio fare una grande spesa ad inizio stagione, che darsi a tante piccole compere senza un filo logico. fino a un paio di anni fa, io compravo tutto dai miei stilisti (non c'è niente da ridere). ad ottobre andavo da domitilla e, bevendo un té, prendevo cinque di tutto: gonne, abiti, t-shirt, eccetera. fuori compravo soltanto pantaloni, che del resto indossavo raramente, e le scarpe, tre paia per stagione da loco (il solito, in via de' baullari). a dicembre andavo da myrland e prendevo borse, soprabiti e maglieria. naturalmente pagavo tutto con calma, non sono certo milionaria, e comunque pure le milionarie che conosco fanno così. il risultato era che per un paio di mesi e più avevo un guardaroba assolutamente funzionale: tutto interscambiabile e dallo stile netto. dopo un po', tuttavia, quella roba mi veniva ad una noia mortale. nauseata, ho infine abbandonato il sistema. sono tornata allo shopping al dettaglio ed ho trascurato gli stilisti. ma oggi, dopo due anni, tutte quelle t-shirt dall'ampio scollo che disegnava domitilla, le gonne, i cappelli di myrland mi tornano simpatici e comodi. e sto pensando di riprendere la vecchia maniera, rivista e corretta. un grande acquisto diviso per tre mesi. in modo che ogni quattro settimane entri qualcosa nell'armadio e tuttavia non entri a caso. a cicci, invece, getterò un osso.

robba 09:31
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