robba

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settembre 24, 2003

la spada dei miei ascendenti imperatori mongoli. è una giornata grigia. gli alberi di villa ada se ne stanno lì passivi. le macchine imbottigliate in via panama sono silenziose. ho chiuso tutte le finestre. i cuscini dei divani sono rimasti sul terrazzo e a quest'ora saranno zuppi come diplomatici. la cucina pure è un distrastro. l'altro ieri sera ho impastato gnocchi per i tre perdenti: dé che ha perso il lavoro, lùrenz che ha perso la fidanzata, cicci che ha perso i naselli degli occhiali per l'ennesima volta. ieri moviola, lavando i piatti rimasti e mettendo su una portata commestibile ma di recente invenzione. quel che resta al momento ricorda un video dei prodigy. questa casa ha pochi anni ma ogni tanto, mentre la guardi, tra un fotogramma e l'altro appare un mucchio di macerie. in camera da letto si è rotta un'anta dell'armadio, in bagno vengono via le mattonelle, il cotto si spacca, poi si rispacca e si rispacca ancora. per non pensarci mi servono litri di té mu. una specie di brodo di pollo in cui immergo il cervello e mi rilasso. il sapore è lo stesso, ma mi dà la forza necessaria per sfoderare la spada dei miei ascendenti imperatori mongoli e togliere di mezzo ogni cosa.

robba 09:48
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