robba

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settembre 12, 2003

avvolta in uno scialle culturale bucato. ebbene: ieri sera abbiamo noleggiato un pulman e siamo andati a vedere questo strabenedetto "the dreamers", il film di bertolucci. in realtà il cinema era proprio sotto casa mia. e tuttavia sembrava irriconoscibile, posseduto com'era di intellettuali duri e puri che, grazie a dio, normalmente ai parioli non esistono. dico questo perché ad un certo punto sono stata persino aggredita da una tipa, una tipa vestita di pezze a colori, che mi rimproverava di avere sparso bustine di sinflex per occupare ben nove posti a sedere. magari aveva anche ragione: io sono napoletana e questo diritto della convivenza sociale lo ignoro. non sono troppo preparata, lo ammetto. ma lei ce l'aveva a morte con me. e nessuno ce l'ha a morte con qualcuno per una cosa del genere. il cinema era ancora semivuoto. il problema è che lei mi guardava ed era convinta che io fossi una pariolina ciucca, questo è il problema. avvolta in uno scialle culturale bucato, tentava di spiegarmi che lì non davano il film di totò. la cosa naturalmente non poteva farmi che piacere: di norma, e paradossalmente, se una persona che non ha ancora aperto bocca viene giudicata un'idiota tale, è perché si presenta bene. così mi sono tenuta il complimento e lei se n'è andata. due minuti dopo è iniziato il film. sul quale non mi sento di dire molto, anche perché bertolucci mi piace sempre alla seconda o alla terza botta. comunque per una parte è anche spassoso, con un po' di invenzioni (tipo la venere di milo con i guanti) e di dialoghi divertenti. per il resto molto meno. ad un certo punto la pellicola s'inceppa. ma ad ogni modo. un fatto è certo. nella storia di questo sessantotto casalingo, e non è una novità per il regista che alzava il pugno a venezia, la parte sana, viva e veramente rivoluzionaria è l'america. con buona pace delle pezze a colori di cui sopra, ma anche del popolo da stadio che si fodera gli occhi con le ultime cantonate di francesco merlo.

robba 10:12
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