robba

robba

agosto 29, 2003

e così ho inghiottito l'america. mah, dell'america non vi ho detto molto, mi rendo conto. è che descrivere gli stati uniti senza dirvi cose che già sapete dai film o dalla tv non è facile. ma veramente. si può dire che il nostro viaggio americano sia stato proprio quello che vi immaginate se amate e conoscete solo un po' il cinema a stelle e strisce. il che invero non è improbabile. ma, per dire, vale lo stesso per i vecchi telefilm e i racconti dei burned children of america. il midwest, come la mette franzen, è pieno di grassoni benestanti e perbenisti, no? ebbene: anche se le strade sono piene di joggers, capita che vi sediate in un family restaurant qualsiasi, per una classica omelette con ashed potatoes, e siate l'unico peso-forma del locale. poi vi portano quella piccola montagna che è l'ordinazione e capite. la gastronomia americana sembra l'invenzione di un bambino: bibite gassate, panini e patatite. l'obesità non pare nemmeno quel difetto troppo grande che pure sarà. ciccione ai confini della normalità sono fidanzate con uomini perfettamente in linea, e viceversa. ma insomma. il tutto - centri commerciali, freeway, concessionari di automobili, banche e villette: ogni cosa rigorosamente drive thru - vi tornerà in mente come il paradiso del buon gusto quando arriverete giù in kansas o in oklahoma. praterie interminabili seminate, ogni duecento miglia, di qualche desolato capolavoro di improponibilia. come un gruppetto di disoccupati semisegregato in un baretto senza finestre, per bere birra senza rischiare il cattivo esempio o per giocare a webb's (lancio dei ferri di cavallo) nel retro tutto il santo giorno. ecco, tanto per dire. ma pensate al texas, con le contee asciutte e i messaggi minacciosi sull'autostrada (drink, drive, die), dove per trovare non dico un pub, ma un supermercato che vi venda lattine sigillate di budlite, dovrete farvi non meno di una cinquantina di miglia a bordo del vostro pick-up o fuoristrada - oppure andare a new orleans, dove tutta l'america, soprattutto quella bigotta del midwest, va in vacanza per bere e vomitare nelle strade (ed infatti il french quarter è un incubo olfattivo). il sud, tra gli insetti grandi come uccelli e le lunghe sopraelevate keynesiane sui bayou, conserva ancora una percettibile divisione tra bianchi e neri. che del resto riemerge qua e là in tutto il paese. e vi assicuro che i neri che hanno aperto la porta del benessere, per quanto piccolo, grazie al rispetto di quelle quattro regole fondamentali che fanno l'america, sono i primi a sbattervela in faccia se siete fuori, se non siete in linea. le regole sono semplici e sono quattro, non c'è molta comprensione per chi non le comprende. nessuna, direi. certo non mancano i benefattori, ogni due e tre c'è una targa che dice "costruito con il denaro del rotary" o di qualcun'altro, e ci sono omaggi ai veterani dappertutto, e cartelli e bandiere davanti ad ogni villetta che dicono "support our troops". c'è anche molta attenzione ai turisti, che invero, considerata la mole dell'impero, non sono molti. e l'italia, come museo a cielo aperto davanti ad una provincia intera che non ha piazze e nella quale l'unica attrattiva sono i centri commerciali che raggruppano outlet e fast-food, piace parecchio a tutti. c'è infine proprio la televisione, che laggiù, insieme ai laghi (numerosi come i foruncoli sulla faccia di un adolescente), è stata la nostra traccia. i telefilm, la mattina i vecchi episodi di e.r., ambientato nell'elegantissima chicago (la città americana che sceglierei per vivere), il pomeriggio everybody loves raymond (che è una situation comedy semplice semplice, ma geniale) ed una serie infinita su tnt, fox, oppure hbo, la tv via cavo che pure nei motel più sperduti (da 35 dollari per un king size bed) non manca mai. su c-span e c-span2, in particolare, uno può accorgersi che tutte quelle belle tesi di cui fanno sfoggio i vari tony negri, ma anche i bertinotti, laggiù sono patrimonio a disposizione di tutti. insomma: non sono una grande scoperta, ne parlano in televisione ragazzi neri e bianchi. senza scandali. con un tono ben più riflessivo. quasi fossero meno coinvolti di noi che ci accapigliamo qui sullo stivale continentale. ad ogni modo. pare che il trio robba-cicci-mario abbia funzionato. i pernottamenti nelle grandi aeree di servizio alla j.t. leroy hanno rilassato il vecchio mario, che ci ha fatto l'onore di non essersi fatto mai arrestare. i bagni pomeridiani nei laghetti, le autostrade gratuite, le paludi e la corsa in air-boat hanno soddisfatto il piccolo avventuroso cicci. per quanto mi riguarda ho letto parecchio, soprattutto mappe stradali. sono stata a casa di faulkner. e mi sono tuffata nelle piscine di vari motel. e questo mi sarebbe già bastato. ma poi un giorno, in un orrendo casinò di una località balneare sulla costa del mississippi, ho incrociato una signora sugli ottanta, in sedia a rotelle, con il respiratore al naso e la bombola d'ossigeno. un essere umano che da noi a questo punto sarebbe stata un vero relitto lì girava con la sua bevanda in cerca di una slot machine. e così ho inghiottito l'america.

robba 18:15
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