robba

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agosto 30, 2003

consentitemi almeno di scagionare i pelati. ce la metto tutta per essere una donna migliore. in genere succede a settembre. torno a casa dalle vacanze e, giusto il tempo di mettere giù le valige, inauguro una serie di lavatrici a colori e in bianco & nero. per un paio di settimane sono una fondametalista dell'ordine e poiché mi riesce impossibile data la miseria delle mie armi dialettiche ridurre allo stesso dogma il mio presocratico coinquilino, lo seguo passo passo per raccogliere i suoi vestiti lanciati dappertutto - (appena oltre la soglia, usa spogliarsi completamente) - e le chiavi, gli occhiali e le flotte di scontrini e spiccioli lasciate sempre nel posto sbagliato. poi telefono ai miei genitori ed alle mie sorelle, tentando di cominciare con il piede giusto. cucino cibi persino più leggeri del solito, ma non uso mai i pelati (i cibi in scatola e i pomodori non sono cibi macrobiotici). quindi passo alla cura personale. vado a tagliarmi i capelli, a comprarmi qualche trattamento cosmetico, ad informarmi sul finanziamento per pagarmi la palestra. infine mi occupo della programmazione. quest'anno il file excel di gestione si chiama "menage" e comprende le mie spese e quelle del sofista. dovrebbe servire a tenermi lontano da quel precipizio finanziario che fino a luglio è stato un incubo più o meno mensile. ah sì, perché questo poi non ve l'ho mai detto, ma vi assicuro che, qualunque cosa ne dicano all'istat e tantomeno all'eurostat, l'inflazione che ha colpito me e la mia unità familiare - e probabilmente anche la vostra se, come immagino: vivete per conto vostro, lavorate tutto il giorno, andate spesso a colazione o a cena fuori, usate parecchi media e ci tenete anche un po' all'aspetto fisico-, non ha nulla a che vedere con quella che riportano i giornali di questa mattina. che problema volete che sia un aumento pure del 5% su una scatola di pelati, quando per due tramezzini e un té freddo nel baretto di fronte (cioé il pasto-minimo di una persona che sta fuori casa almeno dieci ore al giorno), oggi si arriva a spendere dieci euro? esattamente il doppio di quanto si spendeva prima. in questi casi, quello che costava centomila costa cento: non si scappa. vale lo stesso per un taglio dal parrucchiere, un paio di scarpe, una camicia. quasi lo stesso per un libro. non è che con questo voglio costituirmi un alibi, nell'ipotesi di colo a picco della premessa (essere una donna migliore) e conseguente incrinamento di ogni ordine ed equilibrio familiare. no, per carità. e poi c'è chi sta peggio: figuriamoci. ma, se il mio stipendio da un anno a questa parte si è bello che dimezzato, consentitemi almeno di scagionare i pelati.

robba 19:06
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