robba

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luglio 03, 2003

una specie di santoro degli anni cinquanta. finalmente qualcosa soffia sulla città. io ho quasi finito di leggere questa storia del «comunista» ira ringold e sono un po' spiazzata perché il libro non è un capolavoro come pastorale, ed ha parecchi passaggi artificiosi tipo le citazioni mnemoniche che il professor murray ringold fa di un pallossissimo shakespeare e di un dostoevskij da manuale di letteratura del terzo liceo, eppure mi prende, l'ho letto e sotto sotto lo considero il classico libro che una mente bipede come la mia non comprende al primo ingoio. quello che mi piace di questo ira, ex ragazzo da riformatorio, ex militare in iran ed ex glamourousissimo attore di un programma radiofonico chiamato liberi e audaci, è la sua altezza formidabile e le mani grosse, la smania, la violenza e l'eccitazione sessuale. chiarissimo philip roth quando traccia la parabola del rivoluzionario medio la cui massima aspirazione è avere una famiglia e, per di più, una famiglia borghese con tutti i crismi. moglie attrice, figlia arpista, amante depositata nel greenwich, politici e giornalisti per amici. pare di vederlo, diciamo: una specie di santoro degli anni cinquanta.

robba 11:19
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