robba

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luglio 17, 2003

le poppe grandi e floride dell'armatrice grimaldi. io l'articolo di langone me l'ero perso. comunque nicola l'ha ripescato. e così ho scoperto che, in un paginone-inserto del foglio di sabato scorso, il nostro critico gastronomico di riferimento, borbonico al midollo, stronca napoli, salvandone soltanto le poppe grandi e floride dell'armatrice grimaldi. la stronca, e già questo è interessante, anche perché a noi napoletani i cedevoli deliqui di chi attraversa il nostro ventre destinazione quisisana, ogni tanto ci fanno pure un tantino incavolare. langone ci va giù pesante e in un certo senso è anche comprensibile. come dice quarky, spesso napoli ha più nemici in terrogna che altrove. e non saremo certo noi a fargliene una colpa, al manieristico fogliante, se poi lui nacque lucano. e così che si arriva a parlare di ominidi, per una selvatica famigliola che s'aggira su due ruote, e a vomitare sulla democrazia repubblicana che impone al tumore di curare se stesso. ogni tanto il nostro pure s'accanisce, vedi tutto quel livore sul bar della stazione che serve caffé nei bicchierini di plastica, dato che non c'è viaggiatore che ignori che quel carcinoma si chiama chef express ed ha metastasi in tutta italia. non parliamo del furto della battuta sul golf, la cui paternità spetta solo a lìopold. e di tutte quelle arie sui monroy di pandolfina, della cui depredata discendenza questo blog si può dire tranquillamente martire. ad ogni modo, se vi interessa la città, l'articolo leggetelo. ché dice tanto ed alla fine non stronca un cavolo, perché quella malattia là ci vuole benaltro per stroncarla. ma aggiungete l'enigma che i langoniani occhi non vedono: come può un popolo così malato voler solo pariare?

robba 12:34
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