robba

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luglio 01, 2003

come si fa la coca. domenica sera sasha, capelli lunghi, camicia aperta e piedi scalzi, ci ha raccontato metà della sua vita, da parigi alla galilea alle fiji agli usa alla cina. tra l'altro ci ha spiegato come si fa la coca. eravamo in piazza sannazzaro a mangiare una pizza con franz, vale, ga, python, mario e cicci. vale, bionda platino e borsa fucsia intonata al top, insisteva sulla sorte dei suoi cinque figli sparsi per il mondo, sul cammino di libertà intrapreso con il veganesimo ed il ripudio di ogni forma di proprietà. anche quella di una misera e-mail. ga cercava continuamente di riportare la conversazione sul periodo della dipendenza, quello boliviano, trascorso in una zona dove la polizia non esiste e funziona solo la guerriglia. su quei monti il venerabile sasha ha imparato che esistono tre modi per preparare la pasta di coca. con il kerosene, con l'alcol e con l'etere. quest'ultimo è l'additivo migliore, ma è usato esclusivamente in bolivia. «migliore» significa niente agitazione, niente mal di testa. solo un allungamento delle percezioni. la pasta va bruciata in una camera oscura. la polvere che ne deriva è bianca come un negativo. sasha dice che se vai in overdose - e lui c'è andato - con la coca hai qualche speranza di tornare indietro. con l'ero no, sei spacciato.

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