robba

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giugno 05, 2003

un fazzolettino di carta che, in effetti, non ha alcun prezzo. che stress pazzesco. tanto che mi sono scordata di raccontarvi che domenica ho visto un film molto raccomandabile. si chiama «tutto o niente», è di michael leigh e, se le pellicole davvero pesanti proprio non le sopportate, siete vivamente sconsigliati. «il tutto», o meglio, «il niente», è ambientato in una specie di corviale dell'estrema periferia londinese, dove grazie a dio c'è traccia di ogni desolazione possibile tranne che di quella tante volte impartita da ken loach (non sempre, d'accordo. ladybird ladybird è un capolavoro). in ogni modo, si tratta di poveri. cassiere, stiratrici e tassisti semiabusivi, che per lo più non guadagnano un cavolo. persone alcolizzate, depresse, incinte o obese, e che tuttavia conservano ogni dignità. dignità che, sia un bene o no, da un senso politico proprio prescinde e che sta racchiusa in una comune e scontata umanità. tra l'altro, i protagonisti, stanno tutti in una mezza tragedia ma per ragioni squisitamente personali. e non si sognano nemmeno lontanamente di prendersela con qualcun altro che non siano loro stessi. non hanno niente da ridire neanche sulla povertà. il bello è che man mano che la pellicola gira e la telecamera si avvicina ai protagonisti, il niente, ma davvero niente, diventa sempre più tutto. tanto che, nonostante le premesse, alla fine vi trovate quasi sereni a guardare questi disgraziati mentre si asciugano le lacrime con un fazzolettino di carta che, in effetti, non ha alcun prezzo.

robba 17:59
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