robba

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giugno 23, 2003

tutti ci salutano, sembriamo turisti americani. sabato mattina era ferragosto. verso mezzogiorno dico a cicci: vado a fare la spesa, però non qui, al pigneto. lui risponde che viene anche lui. arriviamo quando al mercato stanno già sbarazzando. compro un po' di zucchine, peperoni, porri, basilico ed albicocche. il vecchio alla cassa fa i conti in lire, poi moltiplica per due e toglie gli zeri. tra me e me penso che qui, alla fine, non risparmi un cavolo. però tutti ci salutano, sembriamo turisti americani. stiamo quasi andando, quando mi ricordo che l'enoteca a fianco vende anche il tonno, in scatole grandi. entriamo un attimo, e ci prendiamo un bicchiere di vino, di quello sfuso. la radio, radio radicale, rimanda l'intervista ad adriano sofri. al bancone una tipa si lamenta con un vecchio sdentato, discutono di profumi. lei porta opium versione estiva, lui dice che non esistono, i profumi estivi. confermo l'idea della signora. il vecchio s'infervora. dice che lui le essenze le conosce, lui ha fatto il cinema. quarant'anni come montatore. un paio d'ore dopo, siamo ancora lì a parlare di atkinsons e dino risi. la signora è una bancaria, ma fa anche la doppiatrice. ha avuto due mariti, uno americano e uno tunisino, ed ora ha un debole per un tipo riccio con cui s'intrattiene a parlare cicci. arrivano anche una tipa scozzese, jil, un grosso nero del new jersey che però parla napoletano, ed un ragazzino algerino. poi l'enoteca chiude e noi ci trasferiamo in un bar di fianco. beviamo gin & tonic. il vecchio ci regala una bottiglia di chianti e ci rivela che il ricciolone è un cravattaro. la signora ammette che ogni tanto gli dà una mano, sessualmente e letteralmente parlando. alle cinque e un quarto sono ubriaca persa. con tanto di singhiozzi. arrivo alla stazione giusto in tempo, per prendere mia sorella.

robba 14:53
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