robba

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giugno 04, 2003

il momento di interessante felicità però finisce in poche pagine. dunque. insieme a due feroci antiamericani, a un antitaliano e a un antitutto, ieri sera sono andata a vedere don delillo. don delillo, quello di underworld, quello della pallina da baseball che - in novecento pagine - attraversa tutti gli stati uniti. quello che alcuni indicano come il più grande scrittore americano vivente. delillo, insomma. e in effetti, nel primo brano, letto da un magistrale tony servillo, del quale mentre leggeva - nonostante cicci si fosse fottuto i miei occhiali - riuscivo a intravedere persino i movimenti della lingua da vero verissimo giocatore di poker, delillo stava seduto a cavalcioni sulle mura della basilica di massenzio. il pezzo, ritagliato da underworld, racconta di questi due amici che giocano appunto a poker. due amici insonni ed assonnati come noi tutti al mondo, e che invece a un certo punto, in un fucile a canne mozze trovato per caso, un fucile a canne mozze e dunque già solo per questo illegale, recuperano il luccichio scomparso. il loro personale bagliore negli occhi. il momento di interessante felicità però finisce in poche pagine, perché, per un inspiegabile giochetto che farà della loro, quantomeno agli occhi dei vicini tra cui passerà la barella col morto, «una specie di storia», uno dei due nel giro di un paio di minuti caccerà involontariamente un colpo in faccia all'altro. la descrizione dell'attimo in cui viene premuto il grilletto, anche facendo la tara di servillo, è alta almeno quanto il fuoricampo dei giants che muove tutto il libro. e, tuttavia, è meno tragica della performance dello scrittore che legge se stesso. dello scrittore, sempre delillo, che balzato giù dagli allori, legge il compitino politico delle elementari pubblicato da repubblica appena ieri (tra la guerra fredda e il terrore c'è stato un periodo di dieci anni, quello del capitale, capitale con la c maiuscola) ed una analoga pagina di cosmopolis che davvero più scontata non si può. (per un diverso punto di vista sulla serata, linko a braindamage, uno dei due «feroci antiamericani», o forse dovrei dire solo «burloni antibushiani», che tuttavia vi sorprenderà).

robba 15:28
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