robba

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maggio 26, 2003

uno dice: «vado un attimo a capri». motorino, treno, metropolitana, aliscafo, funicolare e circa un quarto d'ora di salita a piedi. così sabato pomeriggio alle cinque, finalmente, siamo arrivati a casa dei nostri amici capresi. qualche ora di intalliamento e verso le nove ci siamo avviati alla festa (quarto d'ora di discesa con i tacchi, piazzetta affollata e taxi). che naturalmente è stata grandiosa. villa bellissima a marina piccola, sotto una roccia immensa dove sbattono i gabbiani. vista sui faraglioni (parentesi: è stato proprio qui che io e cicci ci siamo messi insieme). chef ciccioni all'aperto che friggevano di tutto. veuve cliquot, vini bianchi, gin&tonic ed havana&coca da bere. quattro primi piatti: paccheri con la cernia, pasta e patate con la provola, orecchiette con broccoli e seppioline, risotto con zucchine. cinque enormi crostate di frutta (la serata era anche un test per un nuovo ristorante). additivi vari. il tutto fino alle quattro. ma noi (tra taxi, piazzetta, via crucis con amici vari che scendevano, soste in bar e number two, salitina di un quarto d'ora con tacchi) siamo rincasati che sorgeva il sole. facendo un po' di conti, tra una cosa e un'altra, in tutta la serata avremo scambiato dieci chiacchiere. la maggior parte degli invitati era troppo fatta per parlare, noi compresi. unica conversazione memorabile, quella col presidente, che ci ha illustrato i suoi progetti per il ravenna calcio. dunque, nella distruzione più totale ieri siamo andati al mare alle quattro, abbiamo fatto un bagno ghiacciato ma trasparente, ed alle quattro e mezza eravamo seduti al ristorante a bere fiano e falanghina. ritorno in gommone, salitina a piedi fino alla stazione di mergellina, treno con aria condizionata alpina, motorino, panino da hungaria, ascensore. e finalmente casa.

robba 13:23
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