robba

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maggio 27, 2003

Kapil_119@hotmail.com cavolo, questa sì che è una città. per un periodo ho vissuto a milano. anzi, è stato lì che ho imparato cose pratiche tipo rispondere al telefono, mandare pacchi e fax, prenotare parrucchieri, ristoranti e solarium nella pausa-pranzo, e, alle sei, chiamare il bar per farmi portare un kir royal. milano, tra l'altro, è una città bellissima da girare in bici. ha una metropolitana degna di questo nome ed è un tormento di mostre e vernissage. a ripensarci, avrei potuto risparmiare sul vitto imbucandomi ogni sera, per quante sfilate e vernici c'erano. una volta con cicci ci imbucammo alla festa della santanché, ma erano tutti in smoking e fuggimmo. e comunque a milano stavamo a un passo da sankt moritz, da lugano, dai vini veneti, dalla fiera d'arte moderna e contemporanea di bologna, da portofino, dalle cinque terre, da forte dei marmi. i negozi erano pazzescamente meglio di quelli di roma e i commessi falsi ma gentili. la gente in generale era sicuramente meno truce dei romani, che al mondo sono il popolo più superficiale. il traffico non era deprimente come a roma, e tanto meno esplosivo come a napoli. la gente aveva un'aria meno alluvionata rispetto a tanti altri centro-settentrionali. insomma, milano aveva parecchie qualità, ma a un certo punto pure ce ne siamo dovuti andare. perché, stavamo ancora a milano e venivamo a roma nel weekend, quand'era maggio e passando davanti a palazzo taverna, sospiravamo e ci dicevamo: «cavolo, questa sì che è una città».

robba 15:50
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