robba

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aprile 03, 2003

telefoni erotici vendicativi, deejay giustizieri. nessuna vita è davvero privata quando ognuno ha sette sorelle con lo sguardo fisso sulla medesima. sette sorelle vere o una famiglia acquisita (quattro fratelli biondi) che attraverso confidenze reciproche o i nostri numeri di carta di credito e di previdenza sociale ci possono raggiungere ovunque, telefonicamente o di persona, con una violenza a cui siamo apparentemente insensibili. tant'è che anche nelle scene d'amore o di rabbia più classiche di punch-drunk love, l'ultimo bellissimo film di p.t. anderson, c'è sempre un raggio laser che attraversa il campo, segno di un'invasione estranea ed allo stesso tempo quasi una filigrana che identifica la realtà. il protagonista, berry (adam sandler), è un piccolo imprenditore single, abile a guadare il marketing delle compagnie aeree ma non quello della sua famiglia, bonaccione e tranquillo quanto un vulcano temporaneamente inattivo. la miccia, come nella più tipica commedia anni cinquanta di cui questo film è quasi una videoistallazione (con una regia splendida ed una colonna sonora devastante), sarà proprio l'amore. meglio: un punch-drunk love, un amore talmente forte da prendere a pugni tutto. il mio desktop

robba 11:09
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