robba

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aprile 29, 2003

cavalli, minelli e manganelli. domenica sera dopo un vago aperitivo con quello spilungone di dé in una campo de' fiori stracolma di borsette all'uncinetto ed abitini cavalli, ci siamo intrufolati nel palazzone occupato di piazza della cancelleria. di soppiatto, alla maria cuffaro & co, eravamo arrivati al secondo piano, quando quelli del comitato ci hanno beccato. loro una cinquantina, noi un paio. la situazione era imbarazzante, ma questi ci hanno gentilmente spiegato che ci fermavano solo perché hanno massimo rispetto per la proprietà privata e per il proprietario in particolare, un giovane quarantenne «dalla mente aperta». insomma, non vogliono che qualcuno, magari infiltrato come noi, faccia danni. sfidano «i manganelli di minelli» ed occupano questo palazzo vuoto, vuoto ormai da un trentennio, solo per ottenere un incontro con veltroni, per sollecitarlo ad assegnare loro le promesse case popolari. qualcuno è nato a pochi metri, oltre il tevere, altri direttamente in borgata come il ragazzino egiziano che ora dormiva lì ma lunedì andava a scuola a centocelle. in ogni modo, spiegava uno dei capi, nessuno di loro saprebbe che farsene di vivere in centro. «non è per noi, non ci siamo più abituati».

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