robba

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marzo 31, 2003

le tre facce di pierguido. «dé» per gli amici di napoli e roma, pierguido è «teri» per il ristretto gruppo di positano. in effetti non è difficile capire i motivi di tanti pseudonimi. perché il bacchettone dialitico che conosciamo bene, quello che nella capitale dorme lavora e dorme in un'unica e infinita sequenza, che nella città partenopea al massimo beve una birretta al caffé turco di piazza bellini, nella sua residenza in costiera diventa un altro. un positivo e un mondano, una nuova entità. qui, teri è capace di organizzare feste a fine marzo con centinaia di invitati ed un flusso di gente che alle due del mattino sta ancora arrivando. di selezionare scientificamente i vip: solo registi sinistri e già emersi, come pappi, come nina, oppure leggendari spacciatori di liceo. di trattenerli quasi tutti fino al mattino dopo, per ritrovarli in spiaggia seminudi intorno ad un unico e misconosciuto totem: quello che, in slip e maglietta bianca, nel frattempo è tornato ad essere il solito e desolante dé.

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