robba

robba

febbraio 03, 2003

quanto è scarna la cucina romana. certe trattorie popolari sembrano addirittura prive di vita. i proprietari poi, sono spesso grossolani ma quasi mai autentici. in ogni modo non era di questo che volevo parlare. si tratta invece della signora l., la vicina di casa di quando ero piccola. fisicamente identica alla tabaccaia di fellini, era moglie di un medico, con un grande enorme appartamento in cui riceveva i pazienti (tra cui numerosi spasimanti). riceveva spesso anche me, per darmi qualche ripetizione, e tutte le volte (invero assai frequenti) in cui mia madre mi lasciava fuori casa e senza chiavi. era soprattutto in questi casi che tentava di seppellirmi sotto la sua cucina, sempre ed esclusivamente rossa, unta ed abbondante. credo che l'unico tipo di pasta da lei usato fossero gli ziti che, seduta al balcone e fasciata in minuscoli abiti-sottoveste, spezzava in grandi quantità di sua mano. in genere, aiutata da una cameriera secca secca e rigorosamente napoletana, li preparava al forno con ragù settimanali, polpette e chili di fior di latte. era molto riluttante ai cambiamenti. al massimo alternava gli ziti a delle enormi palle di riso ripiene più o meno degli stessi ingredienti. ogni volta che mi trovava seduta sugli scalini davanti alla porta di casa con il grembiule e il fiocco blu, mi invitava ad entrare. mi faceva sedere a tavola accanto ai suoi figli, manco a dirlo due scoppiati, e mi incaricava di trecento-quattrocento grammi di pasta. per fortuna mia madre arrivava sempre sul dunque a salvarmi. ma ecco, un fatto è certo: la cucina della signora l. era grossolana, ma generosa. certamente autentica.


robba 17:42
Powered by Blogger