robba

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febbraio 17, 2003

i film sulla borghesia bisogna saperli fare. dico anch'io la mia cavolata sull'ultimo di muccino e cioé che non mi è piaciuto. niente da dire: una produzione perfetta, ritmi da commedia e morale angosciante. non gioca nemmeno con i sentimenti come la stanza del figlio. e lo aspettavo da mesi perché adoro i film sulla borghesia. però. però, giudizio personale, non mi è piaciuto. ad infastidirmi è soprattutto l'intenzione lampante per tutta la promozione e la proiezione di raccontare non una famiglia, ma la famiglia italiana. vivo in un quartiere borghese, vicino a quello del film, e vengo da una famiglia borghese, ma nella mia intelligenza emotiva padri, madri e figli come i ristuccia stridono come alieni. qui non esistono: né singolarmente, tantomeno tutti insieme. la raggazzetta al quarto piano, che a sedici anni è scetata come la romanoff ed ha già girato mezza europa, in televisione come minimo vuole fare la produttrice. per le veline siamo fuori target, o forse solo fuori zona. sua madre, che è un'ex attrice ed attuale bella donna, ieri stava in piazza con i pacifisti. figuriamoci se mai, nel suo linguaggio politically correct, potrebbe entrare un'espressione del tipo: vi dimostrerò che valgo più di tutti voi. detta al figlio che si fa le canne, peraltro. il padre, scrittore mancato, sarà pure un fallito ma vota radicali, non certo un partito ex dc. figuriamoci. insomma: la famiglia italiana è meglio o peggio, ma non è assolutamente quella di muccino che, forse per non esporsi troppo (destra o sinistra? prati o prenestino?), manipola i cliché e fa un po' di confusione.


robba 19:41
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