robba

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febbraio 10, 2003

comprometterò il buon fine di tutti i miei inviti a cena, lo so. ma devo confessarlo: adoro gli avanzi. ieri, domenica, ho cucinato un pasto similsontuoso, a base di orzo, spezzatino di tempeh, vellutata di piselli, rollé di carciofi. ma non è che mangiarlo mi abbia soddisfatto granché. invece oggi con una piadina di kamut, la stessa vellutata e mortadella di seitan, ho preparato un panino strepitoso. è drammatico, ma credo che il fatto sia questo: per me il cibo deve essere il più lontano possibile dalla vita, dalla natura. e paradossalmente, forse proprio per questo mi piacciono tutti i prodotti tra virgolette naturali: alla fine, diciamocelo chiaramente, sono i più artificiali e lontani dalla realtà. mia sorella - che ha fatto studi scientifici a cui non rendo giustizia con la seguente sintesi - mi dice che un prodotto da coltivazione biologica fa più male di uno normale, più o meno perché la pianta, costretta a combattere parassiti e vermi vari, s'intossica delle sue stesse tossine. ci posso pure credere. però quelle fette di tofu incellofanato, quei pacchi di pasta da astronauti, quei wafer duri e salati a forma di dischi volanti, mi fanno impazzire. non correrai mai il rischio di addentare qualcosa di inaspettato: quello che c'è da sapere lo sai dalle «istruzioni» sull'etichetta. nessuna sorpresa, nessuna emozione.


robba 18:34
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