robba

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gennaio 29, 2003

dunque: la cena con zio paolo. non so a quale posticino simpatico si riferisse esattamente lui, in ogni modo ieri sera era chiuso. così in tre, dopo un veloce aperitivo a casa, siamo andati in un posto nuovo, in uno di quei ristorantini sui generis e tra l'altro in franchising (sta a cortina, venezia, grado, udine, pavia, bologna) che sicuramente farebbe inorridire grippo, e forse pure barilli. si chiama «pane, vino e san daniele», sta in via mattei 16 roma, e, come avrete capito, anche se si trova nel ghetto, non offre esattamente la classica cucina ebraica. anzi. si tratta di un monolocale in legno ma con ampia entrata in vetro, buio con candele, con bottiglie infilate ovunque in stile cantina ed un grosso bancone al centro. benfrequentato, per lo più da trentenni che parlano dei giudizi di paolo mereghetti (il tavolo grande alla mia sinistra), della terza via di pannella (non ci crederete mai), o dei ladri a roma, napoli, villefranche e parigi (il nostro tavolo), il locale pecca nella scelta della musica (ieri c'era addirittura raf, che però a zio paolo non dispiace: «non dà fastidio» - ha detto). in ogni modo: abbiamo bevuto un refosco dal peduncolo rosso 2001 dei vigneti di sant'elena. abbiamo preso polenta con fantasia di funghi e formaggi. e poi un'insalata con prosciutto san daniele lui e un'insalata con parmigiano e funghi io. il nostro commensale, piuttosto burbero, ha preso un piatto di parata di cui non ha voluto svelarci gli ingredienti e poi la stessa insalata di zio paolo. per finire una crostata di ciliegie. tutto niente di ché, ma va detto che l'offerta corrisponde perfettamente alla domanda. ah dimenticavo: tovaglioli di carta, ma bicchieri ad hoc. il servizio è veloce e schietto.


robba 17:58
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